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In clinica curavano malato con gli spinelli
18 ottobre 2005
Indagata la direttrice Michele Perla
da Milano
Un'accusa pesante, quella di aver procurato spinelli a un paziente gravemente malato nel tentativo di alleviarne le condizioni. Un'accusa che rischia adesso di bloccare l'attività di una casa di cura per disabili, dove sono ospitate 28 persone per lo più tetraplegiche, ma anche alcune in stato di coma. I Carabinieri dei Nas hanno infatti denunciato la direttrice del centro residenziale per assistenza ai disabili «Ca' Luigi» di Arluno, in provincia di Milano,dopo aver trovato in un armadio alcune sigarette all'hashish, sette per un totale di 1.25 grammi, miscelate con tabacco.
Spinelli di cui, sotto controllo, faceva uso un giovane di 36 anni malato terminale, affetto da sclerosi laterale amiotrofica, una terribile malattia neurologica degenerativa.
Il controllo nella struttura residenziale è avvenuto a seguito di una segnalazione anonima. «Alessandro è arrivato da noi nel 2000 come persona che doveva essere accompagnata precocemente alla morte – racconta la direttrice,Daniela S. - ; era un etilista e faceva anche uso di droghe leggere. Ne abbiamo prolungato la vita, anche se abbiamo cercato in tutti i modi di alleviarne il calvario quotidiano. Così quando si è posto il problema di consentirgli quell'unica gratificazione dello spinello, ci siamo accordati perché ciò avvenisse sotto controllo del personale».
Una sigaretta al mattino e una alla sera accesagli da un assistente, visto che il paziente non è neppure in grado di far uso delle mani.
«Da quando sono intervenuti i Nas il giovane si rifiuta di vivere.Per saperne di più